Parliamo di numeri reali: che profitto si può raggiungere in una stagione sportiva? – Parte 1 (le basi)

Parliamo di numeri reali: che profitto si può raggiungere in una singola stagione sportiva? - Parte 1 (le basi)

Prima di iniziare a districarci nei nostri amati numeri e nelle nostre amate analisi super approfondite, c’è un tema che mi sta a cuore condividere.

Se non stai quanto vuoi guadagnare e in quanto tempo avrai perso già in partenza: non hai infatti un indicatore o una mappa che ti dica se stai andando nella direzione giusta.

Il risultato di tutto questo? Ti sentirai completamente e perennemente insoddisfatto.

 

Navigando il web, i social, o semplicemente scorrendo il palinsesto sportivo avrai sempre l’attenzione sulle opportunità che non stai cogliendo piuttosto a quando fatto concretamente, e questa FOMO (fear of missing out) ti logorerà pian piano fino a non farti godere nulla del percorso del percorso che stai portando avanti, ma essendo costantemente in ansia per quello che non stai facendo.

Dunque prima cosa da fare dopo aver letto questo articolo per intero, capisci quanti soldi vuoi fare e in quanto tempo, dopo tutto diventerà più semplice (ovviamente con delle cifre che abbiano un minimo di senso).

 

Come calcolare il profitto desiderato in modo sensato: alcune tips

Innanzitutto, considera il profitto sempre come una percentuale sull’investimento iniziale.

Vedi la fuori ci sono un sacco di servizi che vendono fumo dicendoti che in una stagione sono riusciti a guadagnare 1.000€, 5.000€ 10.000€, ecc..

La verità è che non ti dicono la cifra investita per arrivare a fare quel profitto. Dire di aver guadagnato 1.000€, 10.000€ o 100.000€ non significa nulla se non si sa la cifra di partenza e così da calcolare il ritorno sull’investimento (ROI).

Per guadagnare 1.000€ sono stati investiti 5.000€ o 50.000€?
Che rischi ci sono in quell’investimento? C’è una bella differenza!

Inizia a ragionare come un investitore e non come un giocatore d’azzardo che si fa solo ingolosire dalla cifra finale che legge. Fatti le domande giuste.

Quando interiorizzerai pensieri come “sono partito con 1.000€ nel conto, ora dopo 1 mese ne ho 1.500€ e dunque ho guadagnato un +50% sul mio capitale”, sarai allora sulla strada giusta.

 

Fatta questa doverosa premessa, per riuscire a dare forma al nostro ritorno sull’investimento servono dei dati storici affidabili, altrimenti, senza dati, l’obiettivo non solo non è un piano ben definito, ma è solamente un sogno

Perché dico questo? 

E’ molto semplice, la maggior parte delle strategie legate al betting che trovi sul web, semplicemente non funzionano sul lungo periodo (almeno 3 anni). Ti sfido a trovare sul web un presunto tipster con uno storico positivo di almeno 5 anni.

E’ vero dunque che parliamo di investimento (sportivo in questo caso), ma c’è una differenza enorme con l’investimento finanziario classico.

Esatto, la solidità temporale.

La solidità temporale ci permette di affrontare ogni giorno con la tranquillità e sicurezza di sapere nel lungo periodo dove stiamo andando, e non vivere con la paura che quello che stiamo facendo sia sbagliato. Un investimento che va bene 3 mesi, semplicemente non è un investimento, ma un colpo di fortuna, è bene chiarire questa cosa.

Se al primo scricchiolio della nostra strategia di betting non abbiamo dei dati storici che ci dicono cosa succede in quella determinata situazione, tutte le nostre certezze verranno meno e saremo incentivati a mollare tutto, facendo chiaramente il gioco del bookmakers che vive sulla varianza e sulla paura degli scommettitori.

Come già detto dunque, ma sempre meglio ribadirlo, è fondamentale andare a lavorare con strategie che hanno già dimostrato di funzionare nel tempo e non è affatto scontato averne a disposizione.

Prima di investire soldi veri ti devi accertare della validità e stabilità temporale di ogni strategia, altrimenti stai solamente rincorrendo un sogno.

 

Tornando a paragonare investimento sportivo e finanziario, è vero che gli investimenti finanziari rendono molto poco, ma lo fanno da molto più tempo rispetto al tuo tipster preferito.

Per esempio l’indice S&P500 (che è uno dei profittevoli da sempre) fa poco meno del 10% l’anno di media, ma il fatto che lo faccia da più di 50 anni è un valore enorme, che nel mondo dell’investimento sportivo non abbiamo. 

Pochi dati storici dunque significano solamente una cosa, maggior rischio.

 

Parliamoci chiaro, nel betting non puoi accontentarti di un +10% annuo se il tuo rischio è molto più alto rispetto a un investimento classico. E se il rischio è maggiore, il rendimento atteso deve essere più alto.

Nel betting abbiamo variabili totalmente diverse, per esempio l’esposizione massima del capitale che in chi è più scellerato può arrivare anche a toccare il 100% del proprio capitale, cosa che con gli investimenti finanziari non succede mai. Quando si perde il 10% viene visto come un crollo importante, mentre nel betting andare sotto del 10% in alcuni momenti è una situazione abbastanza comune. 

 

Proprio per questo motivo l’obiettivo numero 1 che ti devi prefiggere quando fai investimento sportivo è quello di non avere segno – (meno) alla fine dell’anno.

 

Non voglio rovinare le tue aspettative, ma neanche vendere sogni, e se hai letto il primissimo articolo di TheBettorDiary (quello relativo all’aggio dei bookmakers), saprai già che loro hanno un vantaggio matematico che tu non hai e che è sempre più facile che si configuri l’opportunità che tu perda dei soldi in questo mondo.

Loro giocano un gioco diverso da quello mio e tuo, e anche se io e te possiamo essere in guadagno, loro comunque sulla massa dei giocatori guadagnano sempre, in modo matematico.

 

L’investimento sportivo è un ecosistema ad alta volatilità, dove il controllo del rischio, la gestione del bankroll e la solidità dei dati contano più del profitto immediato.

Il vero traguardo non è “fare soldi subito”, ma rimanere in gioco abbastanza a lungo da costruire un vantaggio statistico duraturo.

 

Bene..

Questo articolo stava diventando veramente lungo, dunque ho deciso di spezzarlo in due: questa prima parte dove abbiamo parlato delle basi, sia mentali, che matematiche, mentre nella seconda parte andremo a chiudere il cerchio con dei numeri che secondo me devono essere la guida di ogni scommettitore consapevole. 

Alla prossima!

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