Nel precedente articolo abbiamo fatto delle bellissime considerazioni preliminari su quanto si possa guadagnare con il betting in una stagione sportiva, che ti riassumo brevemente (qui il link all’articolo se non l’avessi ancora letto):
- darsi degli obiettivi misurabili e raggiungibili è la base per non cadere nella FOMO
- il profitto è un calcolo percentuale e non va valutato in Euro guadagnati
- ci sono differenze sostanziali con gli investimenti bancari classici
- più rischi ci sono, più alto deve essere il nostro ritorno atteso
- non possiamo accontentarci di un +10% anno
- ma come primo obiettivo non dobbiamo perdere
Bene.. let’s go! Vedrai che più andrai avanti nella lettura di questo articolo e più ti si uniranno tutti i puntini e ti si accenderanno tante lampadine, che poi è il motivo per cui ho aperto TheBettorDiary.
Quando si parla di betting professionale, si tende quasi sempre a concentrare tutta l’attenzione sulle strategie, sui sistemi, sugli indicatori e sui modelli matematici. Ma c’è un fattore spesso ignorato, eppure determinante per qualsiasi percorso sostenibile: il bankroll iniziale, ovvero il capitale che hai a disposizione per partire e che vuoi “investire”.
Le dimensioni del bankroll cambiano tutto (?)
Facciamo un esempio semplice: immaginiamo un rendimento annuo del 10%.
- Con un capitale da 1.000€, a fine anno avrai guadagnato circa 100€. È un risultato positivo, ma oggettivamente irrilevante: non cambia la tua vita.
- Con un capitale da 100.000€, quel 10% diventa 10.000€. Una cifra significativa.
Ed è qui che entra in gioco uno dei grandi inganni del mondo del betting, e te lo dico per certo perché anche io qualche anno fa avevo iniziato a ragionare in questo modo, pensando:
“Perfetto, il 20% annuo è tanta roba, mi basta avere un bankroll da 100.000€ o comunque molto alto, così anche se guadagno pochi punti percentuali allora mi posso tirare fuori dei bei soldi”
Un ragionamento bellissimo sulla carta, ma che purtroppo nella realtà è la morte dello scommettitore, perché non tiene conto di una variabile decisiva: contro chi stai giocando.
Opzione 1: giochi contro i bookmakers tradizionali
Qui ci sono poche parole da dire: i bookmakers sono forse le entità più protette di tutto il mondo (con tutto il giro di soldi che c’è dietro è ovvio che sia così).
Se perdi sei il benvenuto. Regali, bonus, tappeto rosso.
Se vinci con costanza e soprattutto con importi rilevanti, vieni limitato nelle giocate o addirittura bloccato.
Quindi la tua bella idea di piazzare 1.000€ su ogni singola e fare poco guadagno alla volta, stai pur certo che verrà stroncata sul nascere dopo poche settimane/mesi, soprattutto se in quel periodo anche vinci tanto.
Appena alzi le entità degli importi vieni subito “attenzionato” dai book, che studieranno il tuo modo di giocare e se trovano qualcosa che può fargli del male, ti accompagneranno alla porta.
La cosa assurda è che in molti casi non ti danno nessuna spiegazione.
Una delle situazioni più ridicole che mi sia mai successa è stata con Sisal: da un giorno all’altro (ovviamente dopo un periodo di vincite) non riuscivo più a piazzare nessuna giocata, il sistema andava sempre in errore. Chiedo all’assistenza del perché mi blocchino e hanno pure la faccia tosta di rispondere che il mio conto non è bloccato, ma che è una decisione dei quotisti (??? e quindi non lavorano per voi??? LOL). Successivamente alla conversazione mi mandano un bonus da giocare, che però non riesco a giocare perché ho il conto bloccato. Fantascienza.
Ovviamente Sisal è entrato nella mia blacklist dei book da non utilizzare, se mai ne avessi ancora la possibilità in futuro.
Chiuso questo piccolo aneddoto però quello che ti voglio far capire è che se hai un bankroll molto alto e vuoi fare una bassa percentuale annuale, la matematica dice che dovrai puntare importi di: 1.000€, 2.000€, 5.000€ con il risultato che il tuo conto durerà da Natale a Santo Stefano.
Opzione 2: giochi sugli exchange (Betfair e simili)
Premesso che vorrei parlare con chi fa il designer per gli Exchange (forse realizzano di merda questi siti proprio per confonderti e farti cliccare il bottone sbagliato), ma la grande notizia è che negli Exchange non ti limitano perché non stai giocando contro il banco, ma contro altri giocatori.
Fantastico vero? Abbiamo risolto il nostro problema.
Non proprio perché c’è un’altra parolina magica che subentra qui: liquidità, ovvero quanti soldi sono stati messi su quel mercato e dunque quanto puoi vincere al massimo.
Se tu punti 10.000€ sulla vittoria della Juventus per capirci, ma dall’altra parte non c’è nessuno che sia disposto a darteli in caso di vittoria allora il castello crolla.
Questo succede per il 90% del palinsesto, dove la liquidità, soprattutto in Italia è davvero molto bassa. Non ne parliamo neanche con altri sport che non siano il calcio.
I famosi soldi grossi che tu vorresti puntare dunque, semplicemente non riuscirai a puntarli, se non in rarissime occasioni e su match e mercati specifici.
Questo va a limitare in modo drammatico la tua possibilità di giocare su tantissimi eventi e di conseguenza sulla tua possibilità di costruire una statistica affidabile di lungo periodo, che si va collegare ad un’altra cosa tragica che vedo in giro..
L’elefante nella stanza: la statistica
Supponiamo anche che tu riesca a trovare il modo di puntare importi elevati, senza essere limitato, e che inizi a vedere qualche operazione vincente e fare un +5% sul tuo capitale di partenza. Tanta roba no?
L’hai fatto con 5 operazioni, con 50 o con 500?
Perché fare un +5% con 5 operazioni non ha alcun valore statistico.
Può essere paragonato ad una grande botta di culo.
Fare un +5% con 500 operazioni è totalmente diverso.
E’ un risultato solido, affidabile e soprattutto… replicabile nel tempo!
Perché la varianza negativa esiste e può distruggere tutto.
Se fai poche operazioni, ti basta beccare il mese sbagliato per mandare all’aria i 6 mesi precedenti.. e sai cosa significa questo? Che oltre magari a perdere dei soldi, avrai perso anche tanto e tanto tempo. Parlo per esperienza perché mi è capitato in passato, dove credevo che avere un approccio più “qualitativo” fosse una mossa vincente.
Vedo in giro pseudo tipster miracolati con degli approcci ridicoli.
Si vantano di essere degli esperti e di aver fatto +50% in un mese, poi vai ad analizzare e vedi che è stato fatto con 3 operazioni win su 3 e con il 20% di stake sul bankroll (l’ho visto davvero!).
Siamo alla follia pura.
È facile fare il botto quando la monetina finisce dalla parte giusta. È impossibile sostenere tali numeri nel lungo periodo.
Solitamente dopo due mesi li vedo sparire perché hanno fatto -100% e hanno chiuso tutto.
Chissà come mai geni..
Ok, anche questo articolo sta diventando lunghissimo dunque ho deciso che lo divido ulteriormente e nella terza e ultima parte metteremo insieme i puntini per arrivare alla conclusione del nostro ragionamento.. continua a seguirci su TheBettorDiary.